La competitività è un obiettivo fondamentale per conseguire il profitto. Le Imprese di successo sono rapide ed intuitive nelle decisione ed inoltre caratterizzate da un''eccellente organizzazione aziendale. Tali imprese forniscono risposte adeguate al fine di :
• superare la semplice logica della produzione e commercializzazione attraverso un modello aziendale che risponda in modo adeguato agli effettivi bisogni dei nuovi mercati
• ottimizzare i costi ed i servizi agendo soprattutto sull'organizzazione
• cogliere le opportunità che si possono presentare quali ad esempio cooperazioni e/o aggregazioni con partners qualificati , fruizione di finanziamenti agevolati , apertura di nuovi mercati.
• migliorare l'affidabilità , la competitività e l'immagine sul mercato anche con l'acquisizione di certificazioni di sistema e/o accreditamenti riconosciuti livello internazionale
Il Chek up aziendale costituisce il punto di partenza di un'accurata analisi iniziale che ha lo scopo di evidenziare i punti di forza e di debolezza dell'impresa . Maggiori dettagli...
Notizie e approfondimenti
Quelli che non aspettano altro che Lui… Come potrete immaginare, non è stato per niente facile raggiungere Babbo Natale in questi giorni: il suo capannone è un brulicare di luci e frenesia, ma non è un quadretto esattamente idilliaco… Fatto sta che abbiamo pensato che, due chiacchiere con l’imprenditore a capo del business più longevo e florido della storia dell’umanità, fossero un bel modo per fare gli auguri ai nostri amici e lettori. di Daniele Paletta “Mi dica. Non ho molto tempo. Cosa vuole sapere?” Ehm. Beh, buonasera, signor Babbo Natale. Mi lasci dire che è un’emozione riuscire a parlare con Lei… Sì, sì, certo, lo è sempre. Mi faccia le sue domande, ho molto da fare. Sì, mi scusi. Innanzitutto, come la posso chiamare? Babbo? No. Signor Natale? Nemmeno. Mi scusi se glielo faccio notare, Babbo Natale, ma mi aspettavo che lei fosse più cortese. Più bonario, più gentile, insomma. Un po’ più simile a come la disegnano nei libri per bambini, ecco. (si ferma) Sì, in effetti ha ragione. Mi deve scusare, ma come potrà immaginare, sono giorni un po’ pieni. Cerchi di capire: manca la biada per le renne, ho appena convinto il sindacato dei folletti a revocare uno sciopero, un orsetto è caduto [...] (Leggi tutto...)
Chi si ferma non è smart In principio fu una mostra di quadri: a giugno, Neacar, concessionaria Smart e Mercedes Benz di Reggio Emilia, organizza in sede una personale di Franco Bonetti. Il caso vuole che una delle opere sia appesa sopra una Smart e l’intuizione del presidente, Claudio Campani, fa il resto: «Franco, perchè non dipingi una Smart?». Franco dice sì e in un mese realizza 10 Smart d’autore che Neacar porta allo Smart Time di Rimini, evento internazionale che riunisce professonisti e appassionati di questa city car, naturalmente divertente, pratica ed ironica. Dieci pezzi unici, realizzati con il pennello di Bonetti, in stretta collaborazione con la carrozzeria Mercedes che fornisce vernici e assistenza tecnica. Le opere hanno titoli come Posteggio a bordo piscina, una soluzione camaleontica per far passare inosservata la Smart; o Simboli a led, un manifesto di ecumenismo sostenibile; o ancora Tra le stelle, una specie di carta astrale portatile. E non poteva certo mancare Controllo di energie, un’interpretazione letterale e surreale del problema del risparmio energetico. Le Smart d’autore sono ora rientrate in concessionaria e sono in vendita. Diversi i preventivi già richiesti dai clienti. (Leggi tutto...)
Il precario dimezzato > di Ciemme Che il precariato sia una condizione diffusa pare che lo abbiano capito tutti. Lo hanno capito i precari e pare che lo stia capendo anche la generazione che precaria non è mai stata. Ma il precariato non cade dal cielo, è frutto di scelte politiche che hanno colpito tutta una generazione. Tutta una generazione!? Dice l’ottimista: «Quindi siamo tantissimi! Con la nostra massa critica possiamo far cambiare le cose. Possiamo organizzare manifestazioni e cortei, inventare slogan e scrivere articoli, organizzare perfino uno sciopero generale. Possiamo fare sentire la nostra voce. Siamo il 99%». Tutto vero (in parte, è quello che sta accadendo), ma forse non è così semplice. Perché non ci si è mossi prima? Il Pacchetto Treu risale al 1995. Non esattamente l’altro ieri. E in questi anni gli effetti del precariato hanno raggiunto un grado di esasperazione massimo. Come nota la Caritas nel rapporto Poveri di diritti, l’indigenza economica porta a una diminuzione non solo di denaro ma anche di diritti essenziali (casa, lavoro, salute, educazione, alimentazione). Perché abbiamo aspettato che fosse così tardi? Ci sono tante risposte ma una, parziale, potrebbe essere questa: perché il precariato ci scollega gli uni dagli altri. Ci rende [...] (Leggi tutto...)
Se gli enti locali acquistano green Ervet ha realizzato, in accordo con la Regione Emilia-Romagna, una ricerca sugli acquisti verdi delle pubbliche amministrazioni. Lo studio, su un campione rappresentativo di Comuni e Province, si è occupato del grado di diffusione e della modalità di introduzione degli acquisti che limitano l’impatto sull’ambiente da parte degli enti locali. I volumi di spesa per l’acquisto di beni e servizi effettuati dalla PA a livello nazionale sono mediamente pari al 7% del Pil (corrispondenti a 104 miliardi di euro) e rappresentano il 14% della spesa totale. Negli ultimi tre anni, invece ,in Emilia Romagna il 45,3% degli Enti locali intervistati ha fatto almeno un bando verde e agli acquisti sostenibili ha destinato il 21,2% del totale della spesa pubblica. I risultati dello studio Tra le tipologie di acquisto spiccano alcune categorie merceologiche di prodotti (cancelleria 27%, hardware 14%, alimenti 13%, arredi 13%) privilegiate per prezzo, disponibilità dei criteri ecologici e maggiore offerta sul mercato. Le tipologie di acquisti variano in base alle modalità di acquisto: la cancelleria viene acquistata attraverso il sistema centralizzato (segnalato nel 74% dei casi); lo stesso se gli acquisti sono affidati a soggetti esterni (45%); mentre gli arredi, le apparecchiature informatiche e gli alimenti biologici vengono acquistati attraverso il sistema decentrato, affidato ai singoli servizi [...] (Leggi tutto...)
Di contributi silenti e altre amenità > di Paola Caiti Tre milioni e mezzo gli italiani iscritti alla Gestione separata dell’Inps. Ogni anno versano 8 miliardi di euro di contributi, ma ricevono appena 300 milioni sotto forma di prestazioni previdenziali. Il gap è dovuto in parte alla bassa età media dei lavoratori precari e dei liberi professionisti iscritti all’Inps: circa 40 anni, con un’enorme platea di giovani ancora in attesa di un contratto a tempo indeterminato. Insomma, i precari giunti in età da pensione sono ancora pochi. Il fatto: contributi silenti e gestioni separate Ma c’è una parte di quegli 8 miliardi di euro, difficilmente quantificabile, che resterà nelle casse dell’Inps senza tornare mai, direttamente, nelle tasche di chi li ha versati. Sono i cosiddetti contributi silenti: si tratta di contributi versati da lavoratori autonomi, precari o parasubordinati, che non sono sufficienti ai fini della maturazione di una pensione minima. Che fine fanno? Sono di fatto fondi perduti usati dall’Inps per pagare le pensioni a chi ne ha maturato pieno diritto. Non vengono restituiti a chi li versa né sotto forma di prestazione previdenziale, né tantomeno come rimborso in un’unica soluzione. Il problema riguarda più spesso i giovani precari, che difficilmente riescono a cumulare gli anni [...] (Leggi tutto...)
Impara l’arte e mettila in piazza Anche per il 2011 Formedil ha scelto di riproporre Ediltrophy, la gara di arte muraria tra squadre di mastri e apprendisti muratori. Una manifestazione unica nel suo genere, con la quale si intende diffondere l’importanza della formazione professionale, valorizzando un patrimonio umano essenziale per la qualità del costruire e promuovendo un’immagine positiva del settore edile, troppo spesso fatto oggetto di attenzione solo in occasione di incidenti sul lavoro o di sfruttamento della manodopera. La competizione si è articolata in due fasi: prima le selezioni regionali si sono svolte in 15 città italiane; poi la finale nazionale, a Bologna, in occasione del SAIE. Alla gara hanno partecipato una o più squadre, ciascuna composta da due muratori, in rappresentanza delle diverse Scuole Edili d’Italia, per la categoria Apprendisti o Mastri, a seconda del grado di esperienza dei suoi membri. La sfida si è basata su un disegno tecnico predisposto dal Formedil, uguale su tutto il territorio nazionale. «Con Ediltrophy – ha dichiarato Massimo Calzoni, presidente nazionale di Formedil – intendiamo valorizzare il patrimonio di capacità professionali che esiste oggi nel mondo delle costruzioni e che è a disposizione dell’industria edile in una fase di crisi in cui la qualità costruttiva è destinata [...] (Leggi tutto...)
Con licenza di valorizzare › di Caterina Tonon › foto di Massimo Dallaglio Non molti sanno che cosa sia un art dealer. Figura di collegamento tra il gallerista e il collezionista, questa professionalità autonoma e dalle molteplici competenze – non solo culturali, ma anche organizzative ed economiche – può diventare fondamentale non solo per la scoperta e l’affermazione di nuovi talenti creativi e l’individuazione di standard per il riconoscimento del valore di un’opera, ma anche per la ricerca e la valorizzazione di spazi espositivi inediti, che si trasformano in un investimento capace di offrire nuove aperture e arricchire l’intera collettività. Un caso esemplare è ciò che è accaduto a Reggio Emilia con la mostra No Conforme–T.I.S.A.(B), tenutasi nel mese di giugno nei locali dismessi dell’ex Anagrafe a Palazzo Frumenteria, nel cuore del centro storico: solo il primo di una lunga serie di appuntamenti non conformi. Ne abbiamo parlato con la curatrice dell’esposizione, Lia Bedogni, professione art dealer. Una mostra di street art sulle pareti di uno spazio civico non è cosa di tutti i giorni. Come ci è riuscita? Quando ho sottoposto al Comune di Reggio il mio progetto di far esporre lo street artist brasiliano Paulo Cesar Oliveira, meglio noto nei circuiti artistici [...] (Leggi tutto...)
Dalla culla alla culla > di Silvia Pergetti Combina funzionalità ed eleganza. Ha storia antica. É presente in mille forme e materiali e non conosce tempo né confini. Soprattutto, è fonte di utilità anche quando non se ne fa l’uso per il quale fu disegnato. Il cavatappi è da secoli vademecum di sommelier e ristoratori, oggetto del desiderio di collezionisti e dello studio di artigiani e disegnatori. Questo elogio al cavatappi apre la riflessione sui concetti di uso, utilità e inutilità, che costituisce il filo conduttore dell’edizione 2011 di EXD, biennale di design, architettura e creatività ospitata per la sesta volta dalla città di Lisbona. Messaggi pubblicitari incalzanti ci assoggettano a nuove, impensate necessità, intrappolando la nostra volontà nell’instancabile macchina del consumo globale. Ci circondiamo di una miriade di oggetti, piccole gioie della nostra vita di consumatori. Una famiglia, del resto, si sa, di questi tempi non tutti possono permettersela; l’esoso mantenimento dei nostri coinquilini inanimati invece sì. E poi, mal che vada, esiste sempre la possibilità di sbarazzarcene. E questa ad esempio la fine dei vecchi cellulari che siamo costretti a eliminare per accogliere nelle nostre case già stipate il miliardo e più di telefonini immessi ogni anno sul mercato. In tempi di [...] (Leggi tutto...)
La carezza inquieta di Madam > di Daniele Paletta Ascoltare i Madam significa immergesi in un’atmosfera carezzevole, notturna, sottilmente inquieta. Eppure, dopo un bellissimo primo album, In case of emergency, la cantautrice inglese si è trovata improvvisamente senza etichetta, e con un disco quasi pronto da pubblicare. Una sera, al pub, sfoga la sua frustrazione parlando col batterista dei Pete & The Pirates, e lui le parla di PledgeMusic. Pochi mesi dopo, Gone before morning vede la luce. Il disco ha una storia piuttosto travagliata alle spalle… Gone before morning è stato commissionato dalla Bower and Wilkins, un’azienda leader nel settore degli speaker audio: sono stati loro a chiedere a Peter Gabriel di scegliere alcuni artisti che registrassero un album nei suoi Real World Studios avendo solo una settimana di tempo a disposizione. La B&W poi ha offerto questi album al loro Society Of Sound Music club, un gruppo che condivide la passione per i download di alta qualità. Dopo la pubblicazione riservata ai membri di questo club, i diritti delle canzoni sono tornati in mio possesso, e grazie ai soldi raccolti con PledgeMusic sono tornata in studio e ho remixato le canzoni, aggiungendo anche altri strumenti e cori. Infine, ho masterizzato il disco e [...] (Leggi tutto...)
Scrivere non basta di Marco Manica – m_manica51@yahoo.it Sei parole che iniziano per S sono la chiave di una scrittura professionale efficace, secondo Alessandro Lucchini, docente all’università Iulm di Milano, appassionato della scrittura efficace. Sintesi: risparmiare Abbiamo poco tempo, anche per leggere. Apprezziamo i messaggi e le comunicazioni essenziali, che non usano un aggettivo in più, se non è necessario. Per ottenere questo risultato e far risparmiare un po’ di tempo al lettore, occorre spendere un po’ di tempo nella riflessione: pensare non solo al contenuto che vogliamo trasmettere, ma anche all’effetto che le nostre parole avranno sul destinatario. Struttura: sandwich Il successo del messaggio dipende anche dalla sequenza in cui disponiamo i contenuti. Iniziamo parlando di chi ci legge e di qualcosa che lo riguarda, solo in un secondo momento passiamo alle richieste. Impariamo dai bambini, maestri di seduzione: “Mamma (con un sorriso largo largo), ho finito tutti i compiti, ho messo a posto la camera e in ordine i vestiti. Posso andare a giocare con gli amici!?”. Se vogliamo solo informare, mettiamo il contenuto all’inizio; se dobbiamo vendere o chiedere qualcosa, inseriamo il messagio al centro del testo. Ecco lo stile sandwich: una parte iniziale di gratificazione al lettore, quindi la [...] (Leggi tutto...)