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Il Chek up  aziendale , che costituisce il punto di partenza di un'accurata analisi iniziale , ha lo scopo di evidenziare i punti di forza e di debolezza dell'impresa in relazione sia alle strategie aziendali che agli standard internazionali presi a riferimento . Le metodologie ed i criteri individuati rappresentano pertanto il risultato di un progetto finalizzato ad un miglioramento complessivo del sistema impresa concepito nel rispetto degli obiettivi operativamente prefissati dalla direzione ed in conformità con le norme prese a riferimento.

Entrambe le attività sopraccitate è opportuno vengano affidate a professionisti/consulenti di comprovata capacità ed esperienza in grado di assicurare l'efficienza degli interventi individuati nell' ottica del miglioramento continuo
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Notizie e approfondimenti

L'educazione finanziaria al Salone della Gestione del Risparmio

In questi giorni è in corso di svolgimento a Milano il Salone della Gestione del Risparmio, il primo grande evento italiano interamente dedicato al settore del risparmio gestito.
Il tema trasversale che anima il dibattito è quello della educazione finanziaria: un argomento predominante in merito al quale l’Italia sconta un ritardo rispetto ad altri paesi.
In virtù delle importanti attività e della profonda evoluzione che si registra nell’ambito della definizione di strumenti di razionalizzazione e di regolamentazione dell’educazione finanziaria, il Salone della Gestione del Risparmio ha quindi ospitato, mercoledì 21 aprile, un seminario a cura dell’UNI proprio su questo tema: "Educazione finanziaria del cittadino - Requisiti del servizio".
L’appuntamento ha offerto una duplice opportunità: da un lato chiarire il significato e il ruolo che le norme tecniche volontarie possono svolgere nella crescita e nella maturazione del mercato, dall’altro – più nel dettaglio – illustrare gli aspetti qualificanti della norma tecnica destinata all’educazione finanziaria, e quindi studiata per un settore in cui si avverte forte l’esigenza di adeguati strumenti di razionalizzazione.
In questo contesto l’attenzione va posta anche a quelle iniziative che rispondono all’esigenza di far crescere nel Paese una generazione di risparmiatori maggiormente informati e responsabili. È il caso di "Economic@mente", un progetto di educazione finanziaria realizzato da ANASF – Associazione Nazionale Promotori Finanziari in collaborazione con la società di consulenza Progetica per gli studenti della scuola media superiore, con la finalità di formare gli investitori di domani. Come ha spiegato Maurizio Bufi, Responsabile Area Rapporti con i Risparmiatori di ANASF, "obiettivo del progetto è infatti quello di rendere gli studenti consapevoli del proprio ciclo di vita finanziaria, della corretta pianificazione per il raggiungimento dei propri obiettivi, dei prodotti disponibili sul mercato e degli operatori in grado di fornire un supporto qualificato".
"Formare gli investitori di domani è infatti un'attività fondamentale" ha ricordato Fabio Picciolini, Segretario Nazionale di Adiconsum e relatore al seminario, il quale ha inoltre dichiarato che: "L’investitore italiano non è né abbastanza tutelato, né sufficientemente attento. Si deve perciò educare partendo dalla base, cioè i giovani, che sono i futuri investitori. L’UNI ha un ruolo importantissimo: da un parte definisce un comportamento garantito tramite regole certe, dall’altra svolge un’attività formativa ed informativa attraverso i propri operatori".
Gaetano Megale, Relatore del progetto di norma tecnica, ha spiegato che secondo il progetto di norma UNI i contenuti dell'educazione finanziaria vertono su quelle che sono le esigenze del ciclo di vita del consumatore e non sui prodotti finanziari. In pratica gli obiettivi principali dell'educazione finanziaria "a norma" sono, per i consumatori, l'identificazione dei propri bisogni, dei propri obiettivi e del proprio progetto di vita e, per i consulenti, quello di diventare esperti degli strumenti necessari per soddisfare i bisogni e raggiungere gli obiettivi dei consumatori.

Due anni fa l’UNI ha iniziato ad occuparsi di finanza e di pianificazione finanziaria arrivando a pubblicare la norma internazionale UNI ISO 22222 che specifica la metodologia della pianificazione nonché i comportamenti etici, le competenze e l’esperienza professionale richieste agli operatori di questo delicato settore.
Nel gennaio 2010, invece, UNI ha pubblicato la specifica tecnica UNI/TS 11348 che analizza i requisiti di qualità della consulenza finanziaria, indicati nella norma UNI ISO 22222, adattandoli al contesto culturale e di mercato italiano ed alle normative vigenti quali la MiFID.
Una volta fissate le regole per la qualità della pianificazione finanziaria, l’UNI ha avvertito l’esigenza di disciplinare anche l’educazione finanziaria, per mettere nelle mani del consumatore uno strumento realmente utile ad orientarlo in un settore difficile e complesso.

È ormai in dirittura d’arrivo il progetto di norma U83000740 "Educazione finanziaria del cittadino – Requisiti del servizio" che definisce i requisiti di qualità della educazione finanziaria del cittadino: si tratta di una guida che offre un quadro di riferimento organico dell’attività di educazione finanziaria, sia per le tipologie possibili di servizio sia per i relativi requisiti di progettazione ed erogazione. Il documento dà particolare importanza ai temi della trasparenza nei rapporti tra erogatore ed utente, dell’indipendenza dell’azione di educazione finanziaria e della definizione dei ruoli e delle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Gestire i propri risparmi e le proprie risorse economico-finanziarie richiede infatti capacità di analisi e valutazioni che necessitano della consulenza di professionisti di settore: è quindi importante - tramite l’educazione finanziaria – mettere in grado i cittadini di utilizzare competenze consulenziali professionali che possano permettere un’organizzazione efficace delle risorse, coerente con gli obiettivi personali.

A testimonianza della delicatezza del tema, la legislazione italiana ha mostrato grande interesse verso la normazione tecnica sull’educazione finanziaria. Proprio sull’argomento si è infatti svolta, alla fine del 2009, un’audizione UNI presso la 10a Commissione del Senato "Industria, Commercio, Turismo".
Il progetto di norma UNI potrebbe costituire un’utile integrazione ai lavori della Commissione, mettendo così in atto un’attività coordinata e coerente tra la definizione di una Legge in materia ed i relativi strumenti tecnici di attuazione.
L’esigenza di mettere a punto il progetto di norma UNI è stata avvertita anche per la notevole frammentazione delle iniziative di educazione finanziaria in Italia, attivate da diversi soggetti del mercato. Ciò ha innescato un dibattito circa l'indipendenza dell’educazione finanziaria e i dubbi di autoreferenzialità e di potenziale utilizzo dell’educazione finanziaria per interessi di parte.

La norma UNI per l'educazione finanziaria può così rappresentare un valido contributo tecnico per delineare un’educazione capace di ottemperare a requisiti definiti dai fruitori e da tutte le parti interessate. Obiettivo della futura norma UNI è quindi quello di orientare e guidare gli attori (pubblici e privati) che intendono realizzare programmi di educazione finanziaria al cittadino.
Al gruppo di lavoro UNI che ha elaborato il progetto di norma hanno partecipato rappresentanti delle associazioni dei consumatori, delle associazioni degli operatori (intermediari dei mercati assicurativo-previdenziale, di investimento e finanziario), delle Università, delle società di ricerca e consulenza, degli organismi di certificazione.

Il progetto di norma ha appena ultimato la fase dell'inchiesta pubblica: il documento elaborato e approvato dall'organo tecnico competente è stato infatti messo a disposizione, come da prassi, di tutti gli operatori al fine di raccogliere i commenti e ottenere il consenso più allargato possibile.


Clicca qui per visualizzare e scaricare alcuni documenti - in formato PDF - presentati nel corso del seminario.



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